lunedì 29 ottobre 2012

Incontro con Laura Efrikian

Venerdì, 9 novembre 2012 - ore 17.30
Libreria Koob 
Via Luigi Poletti,2 (P.zza Mancini) Roma
Come l'olmo e l'edera

Cari soci, amici, simpatizzanti, 
siamo lieti di invitarvi all’incontro con Laura Efrikian.

L’attrice, che per anni ha condiviso la sua vita con Gianni Morandi, oggi torna a raccontarci del suo mondo nascosto, lontano dalle interviste, svelandoci i retroscena e i sentimenti di una vita passata sotto i riflettori. 
Emerge così la scoperta tardiva della sua armenità che un padre, come molti esuli della diaspora armena, ha rimosso vuoi per dimenticare gli strazi del passato ma anche per meglio integrarsi nella nuova patria.
La frase, Come l’olmo e l’edera, che l'autrice prende a titolo del  suo libro, racchiude in sé un lontano ricordo d'infanzia.

Per maggiori informazioni cliccate sulla locandina.


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martedì 16 ottobre 2012

Sonya Orfalian alla Galleria Whitecubealpigneto

Galleria Whitecubealpigneto - Via Braccio da Montone, 93 - Roma (zona Pigneto) 
Inaugurazione 
GIOVEDI' 25 OTTOBRE 2012 - dalle h. 18.30 in poi 
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 17.30 alle 20.00. 
La mostra prosegue fino al 7 dicembre p.v. 
La Galleria Whitecube di Roma apre la sua programmazione 2012-2013 con una personale di Sonya Orfalian dal titolo 
Homo sine pecunia est imago mortis.

Per informazioni, tel. 334-2906204. www.whitecubealpigneto.com


domenica 14 ottobre 2012

EREBUNI-YEREVAN 2794


BUON  COMPLEANNO  YEREVAN!


Oggi, il 14 ottobre la capitale armena si presenta in tutto il suo splendore e vitalità per i grandi festeggiamenti del suo 2794esimo compleanno. 
Il motto della giornata è Capitale del cuore. 
Per l'occasione saranno allestiti 26 per concerti, danze, spettacoli teatrali, passerelle di moda, discoteche, esposizioni di macchine d'epoca e altro ancora.  

Un po' di storia...

“Grazie alla grandezza del Dio Khaldi, Arghishti, il figlio di Menua erse questa fortezza inespugnabile e chiamò essa Erebuni, per la gloria del paese Biaini e per il terrore dei suoi nemici”.  
Biani si chiamava il regno di Urartu in lingua urartea. 
Quest’iscrizione cuneiforme su una lastra di basalto, rinvenuta durante gli scavi del 1950 sul colle Arin-Berd (nella periferia meridionale di Yerevan) è un'indiscutibile prova dell'esistenza urartea sul territorio dell'attuale capitale armena.
Quest'antica civiltà, stabilitosi dapprima nell’Anatolia centrale si era poi espansa verso Est, fondando nel 782 a.C., col re Arghishti I (785-763), la roccaforte di Erebuni, nucleo primitivo di Yerevan. 
Erebuni, la più imponente roccaforte del regno di Urartu nella valle di Ararat, fu abbandonata e ricostruita dopo circa 200 anni, sotto il regno dell’ultimo grande re urarteo Rusa II (685-645 a.C), come fortezza di Teyshibaini, nell'attuale area di Karmir blur (Collina rossa) di Yerevan.
Oggi tutta la zona della cittadella Erebuni con i suoi 50 ettari fa parte del territorio della capitale.
Nel 1968 ai piedi del colle è stato costruito il museo Erebuni che custodisce i reperti dell’epoca urartea: armi, corazze, iscrizioni cuneiformi, utensili, gioielli ecc.
Nello stesso anno per la prima volta è stato celebrato il 2750esimo anniversario di Yerevan.
La tradizione dei festeggiamenti interrotti nel 1988 viene ripristinata nel 1998.


venerdì 12 ottobre 2012

300° anniversario di Sayat-Nova

Sabato, 20 ottobre 2012 - ore 16.30
Saletta del Chiostro - Facoltà di Ingegneria
Sapienza Università di Roma (Via Eudossiana, 18 - Roma)
Il re dei cantori d'amore

Carissimi Soci, Amici, Simpatizzanti,
quest'anno sotto l’egida dell’Unesco si festeggia il 300° anniversario dalla nascita del grande poeta e cantore armeno SAYAT-NOVA.

In  quest’occasione  vi invitiamo  a  partecipare  a  un  incontro dedicato al genio  musicale e poetico  del trovatore armeno del ‘700.

Per vedere il programma dell’incontro cliccate su:  

Locandina



venerdì 28 settembre 2012

Il pianista armeno al Festival di Musica Contemporanea


Il 5 ottobre prossimo avrà inizio la 33a edizione delFestival di Musica Contemporanea  dal titolo  "Nuovi Spazi Musicali" curato e diretto dalla compositrice Ada Gentile. La rassegna è stata organizzata con la preziosa collaborazione dell'Accademia di Ungheria, dell'Accademia Americana, dell'Istituto Polacco, delle Ambasciate di Israele, Armenia e Ucraina, nonché con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e dell'Assessorato alla Politiche Culturali e Centro Storico del Comune di Roma. 
L'edizione di quest'anno si articolerà in 5 concerti che si terranno a Palazzo Falconieri, Palazzo Blumensthil e Villa Aurelia, con ingresso libero.
I concerti verranno trasmessi in live streaming da Radio CEMAT. 

Nell'ambito di questa importante rassegna, siamo lieti di segnalare che sarà ospite di questa rassegna il giovane pianista armeno Hayk Melikyan che eseguirà opere in prima italiana di tre autori armeni, insieme ad opere di compositori polacchi e italiani.

Lunedì 15 Ottobre 2012  ore 20.30  
Istituto Polacco, Via Vittoria Colonna 1, Roma
Pianista Hayk Melikyan (ARMENIA)
Musiche di Nicolosi, Mirigliano, Ananyan, Shahrimanyan, Sargsyan, Gorecki, Widlak.

INGRESSO LIBERO


mercoledì 26 settembre 2012

UNO DEI GRANDI

Oggi ricorrono i 143 anni dalla nascita del vardapet Komitas, il più grande compositore e maestro di coro, etnografo e pedagogo, cantante e musicologo del popolo armeno, considerato il fondatore della composizione musicale armena.

Al secolo Sogomon Sogomonian,  nacque il 26 ottobre del 1869 a Kutina in Anatolia (attuale Turchia). Ebbe un’infanzia infelice e piena di sofferenze. Perse la madre quando aveva meno di un anno e il padre che ne aveva 11. Il piccolo Sogomon  aveva ereditato dalla madre,  tessitrice di tappeti e dal padre, calzolaio che componeva anche canzoni, una bellissima voce. Proprio grazie a questa dote a 12 anni fu selezionato tra gli altri 20 orfani per essere mandato a studiare al Seminario Teologico Gevorkyan della città di Echmiadzin (santa sede della Chiesa Armena Apostolica), l’evento che cambiò definitivamente il corso della sua vita. 
Negli anni 1881-83 si specializzò nello studio della musica sacra armena, raccolse i canti della tradizione popolare di varie zone dell’Armenia contadina. Nel 1890 divenne sacerdote, prendendo il nome di Komitas (il catholikos armeno del VII sec, poeta e autore di sharakan, inni religiosi). Nel 1895 ricevette il titolo di vardapet - archimandrita. Nel 1896 studiò composizione e teoria musicale a Berlino (presso il Conservatorio di R.Schmidt e l’Università Friedrich Wilhelm). Nel 1899 dopo aver acquisito a Berlino il titolo di dottore in musicologia tornò a Echmiadzin e divenne maestro di canto del seminario, dove assunse anche la direzione del  coro polifonico maschile. Girò in  lungo e in largo varie regioni d’Armenia, raccogliendo e registrando i canti e i balli di tradizione popolare armena, nonché persiana, curda e turca. Diede alla pubblicazione circa 3000 canti, molti nella trasposizione per l’esecuzione polifonica.
Nel 1910 Komitas si stabilì a Costantinopoli. Oltre alla sua attività di compositore, si esibì anche come maestro di coro e cantante, a Costantinopoli,  nelle altre città dell’impero ottomano e in Egitto. Il 17 e 18 aprile 1915 nella chiesa armena del quartiere di Galata di Costantinopoli fu eseguita una delle opere più grandiose del maestro, Patarag – Liturgia
La successiva rappresentazione, programmata per il 3 maggio, non ci sarebbe stata. Il 24 aprile Komitas insieme agli altri intellettuali armeni fu arrestato e deportato nella località Chankiri dell’Anatolia centro-settentrionale. Sulla strada della deportazione  il maestro divenne testimone della tragedia del proprio popolo, che gli fece perdere l’equilibrio mentale. Per l’intercessione di alcuni notabili turchi fu riportato a Costantinopoli e internato nell’ospedale militare. 
Trascorse il resto della vita (1919-1935) nella clinica psichiatrica di Villejuif, vicino a Parigi, dove morì nel 1935. 
L’anno successivo le ceneri furono trasportate a Yerevan e sepolte al Pantheon di illustri personaggi del mondo dell’arte. Non meno tragico fu il destino del suo patrimonio musicale. La maggior parte della produzione fu distrutta o dispersa. 
Negli anni ‘50 i suoi manoscritti furono trasferiti da Parigi a Yerevan.
Komitas incanalò la musica nazionale armena nella corrente della musica europea. Era il primo non europeo ad essere ammesso alla società internazionale di musica di cui era un cofondatore. 
Tenne molte conferenze  in Europa, in Turchia e in Egitto facendo così conoscere la musica armena sia popolare che sacra.
E’ prezioso il suo apporto al folclore mondiale e al patrimonio della musica sacra orientale. I suoi studi teorici e la produzione musicale influenzarono in maniera rilevante i processi evolutivi delle culture musicali degli altri popoli orientali.

martedì 25 settembre 2012

Consigli di lettura

The Sandcastle girls (Le ragazze del Castello di sabbia): Il romanzo di Chris Bohjalian che da alcuni mesi si trova in testa alle classifiche USA. 
 "...una storia d'amore, una lezione di storia, una storia in sé..." scrive  Amy Drscoll, l'editore di Miami Herald.

Vi proponiamo la sinossi del romanzo, nella speranza di poterlo leggere un giorno  anche nella versione italiana:

Quando Elisabetta Endicott arriva ad Aleppo in Siria, ha il diploma di un corso intensivo in scienze infermieristiche del prestigioso Mount Holyoke College del Massachussets e una conoscenza molto elementare della lingua armena.
Siamo nel 1915 e lei fa la volontaria per conto dell’associazione Amici dell'Armenia fondata a Boston per fornire cibo e assistenza medica ai rifugiati armeni scampati al genocidio.  Elizabetta stringe amicizia con Armen, un giovane ingegnere armeno che ha perso la moglie e la figlioletta. Presto Armen lascia Aleppo e parte alla volta dell’Egitto per arruolarsi nell'esercito britannico da dove inizia a scrivere lettere a Elisabetta. Lì si rende conto di essersi innamorato della ricca e giovane americana così diversa dalla moglie che ha perso.
Ci trasferiamo ai giorni nostri, dove incontriamo Laura Petrosian, una scrittrice che abita alla periferia di New York. Anche se la casa dei suoi nonni Pelham è stata affettuosamente soprannominata "L'ala ottomana", Laura non ha mai dato molta impoprtanza alle sue origini armene. Ma quando riceve la telefonata di un vecchio amico che sostiene di aver visto su un giornale la foto della nonna di Laura che promuove una mostra in un museo di Boston, Laura intraprende un viaggio a ritroso nella storia della sua famiglia. Un viaggio che rivelerà amori, perdite e un segreto straziante rimasto sepolto per generazioni.