ՔՐԻՍՏՈՍ ՀԱՐՅԱՎ Ի ՄԵՌԵԼՈՑ,
ՕՐՀՆՅԱԼ է ՀԱՐՈՒԹՅՈՒՆԸ ՔՐԻՍՏՈՍԻ
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| Apparizione dell'Angelo alle donne con gli oli profumati (Miniatura armena, anno 1038) |
Sala di Santa Cecilia - Piazza Santa Cecilia 22, Roma
Ricordare è una grazia e una condanna, raccontano i sopravvissuti all’Olocausto. È lo stesso per chiunque sia stato braccato dallo sterminio e ne abbia avuto ragione. Per la scrittrice Antonia Arslan è il genocidio armeno, la Storia, la memoria della madre, gioie, pene, aspettative frustrate di un popolo che nell’ostinarsi a testimoniare la propria epopea ha seminato sulle piaghe la speranza. Classe 1938, un passato da accademica confluito nella critica letteraria prima e poi nella narrativa con il felice La masseria delle allodole, la Arslan ricorda per professione di fede. Scrivo dunque sono. Il suo ultimo Lettera a una ragazza in Turchia (Rizzoli) è un dialogo in tre storie con il presente, l’hic et nunc in cui la violenza del passato può sottrarsi all’oblio e trovare la catarsi.