martedì 5 gennaio 2021
mercoledì 25 novembre 2020
Lettera al quotidiano La Repubblica
di fronte alla catastrofe umanitaria, come
quella che affrontano oggi gli armeni del Nagorno-Karabakh, con migliaia di vittime e di
feriti, decine di migliaia di sfollati e di popolazione che abbandona per
sempre le proprie case nei territori passati all’Azerbaijan, non è sufficiente, per un grande
quotidiano come Repubblica presentare ai lettori le logiche e le preoccupazioni
delle parti del conflitto e descrivere i segni lasciati
dalla guerra. Occorre anche entrare
nel merito: valutare e prendere posizione, a volte con decisione e coraggio. Perché
alcune delle preoccupazioni, come quella dello
svuotamento dalla sua popolazione autoctona dei territori storicamente armeni,
diventata ormai realtà – e cos’è se non una pulizia etnica? - o il palese
pericolo della profanazione e distruzione da
parte degli azeri del ricchissimo patrimonio archeologico e architettonico
armeno lì presente, sono più incombenti delle altre. Preoccupazioni
più che fondate se teniamo conto della distruzione, tra
il 2005 e il 2006, per mano dell'esercito azero, più di 3000 lapidi e
iscrizioni che erano parte di un antico cimitero armeno nella regione del
Nakhichevan – un’altra enclave armena, attualmente nel territorio
dell’Azerbaijan. Purtroppo, in questi giorni, vengono documentati attraverso
foto e video, i danni inferti ai monumenti e la profanazione di chiese presenti
nei territori recentemente occupati dagli azeri nel Nagorno-Karabakh.
La Repubblica non può, e non deve
nemmeno tacere sulla natura antitetica delle due leadership politiche del
conflitto. Il Primo Ministro Nikol Pashinyan, piaccia o no, esprime il fragile
anelito di trasformazione democratica del popolo armeno in un contesto
domestico e regionale difficile: dopo la sconfitta in
una guerra impari, affronta, l’ostilità dei nostalgici
e sostenitori del vecchio regime che ha saputo sloggiare con la
“rivoluzione di velluto” del 2018. Ilham Aliyev,
per contrasto, è il Presidente di un regime autoritario che, secondo tutti i
principali parametri internazionali, sopprime i diritti dell’opposizione, delle
minoranze e la libertà di espressione e stampa. Il suo principale alleato è il
Presidente turco Erdogan, responsabile storico della sconcertante involuzione
autocratica della Turchia negli ultimi anni e di una serie di azioni politico-militari destabilizzanti (Siria,
Libia, Mediterraneo orientale, ora il Caucaso, etc.), le cui ricadute pesano
anche su di noi.
È in gioco molto di più di quello che
sembra, e non ci possiamo permettere di essere spettatori distratti, accettando che passi l’idea dell’aggressione militare come
l’unica via per la risoluzione dei conflitti territoriali. È in
discussione la nostra collettiva credibilità come Paese e come Europa, nella
difesa dei diritti umani fondamentali e della democrazia. È in discussione la
vostra credibilità come interpreti del giornalismo più onesto e coraggioso.
25 novembre 2020
lunedì 16 novembre 2020
lunedì 2 novembre 2020
IL FLASH-MOB PER LA PACE IN ARTSAKH E CONTRO L'INDIFFERENZA
Promosso da Giovani Armeni di Roma ha visto partecipare tutte le organizzazioni comunitarie armene di Roma, continuando la campagna di sensibilizzazione della società italiana e sollecitando il suo governo di adoperarsi per fermare lo spargimento di sangue in Artsakh (Nagorno Karabakh).
mercoledì 14 ottobre 2020
SIT-IN PER LA PACE E I DIRITTI DEL POPOLO ARMENO
Il 13 ottobre i rappresentanti di vari comitati e associazioni armene d'Italia si sono uniti davanti al Parlamento italiano per protestare contro la guerra imposta dall'Azerbaijan e il suo alleato Turchia al popolo armeno, chiedendo il riconoscimento dell'Artsakh (Nagorno Karabakh). Sono intervenuti numerosi parlamentari italiani con una partecipazione trasversale di quasi tutti i partiti politici, per dire stop alla politica guerrafondaia di Erdogan, condannando l'uso dei mercenari jihadisti e sollecitando l'intervento del governo italiano per fermare il terrorismo turco-azero.
lunedì 21 settembre 2020
Auguri per la Festa Nazionale Armena
Cari connazionali,
facciamo gli auguri di cuore in occasione della Festa Nazionale della Repubblica d’Armenia. Ci auguriamo che la nostra patria, con le radici affondate nel suo passato millenario, affronti con dignità le sfide del presente e costruisca con determinazione il proprio futuro nel benessere.


