giovedì 7 dicembre 2017

7 dicembre 1988

Quel giorno alle ore 11.41 un violento terremoto di 6,9 gradi della scala Richter sconvolse il nord dell’Armenia. 
Il sisma provocò più di 25.000 morti, decine di migliaia di feriti ed immani distruzioni. Spitak e Leninakan (attuale Gyumri) furono praticamente rase al suolo in 30 secondi. In ogni famiglia ci furono perdite irreparabili.
Vogliamo ricordare con voi quel fatale evento, le sue vittime e i sopravvissuti, ma anche tutti coloro che sono venuti in soccorso alla nostra nazione, dedicando loro un pensiero speciale.




sabato 11 novembre 2017

Antonia Arslan alla Biblioteca Europea di Roma

Carissimi amici,
giovedì 16 novembre prossimo Antonia Arslan presenterà il suo ultimo libro Lettera a una ragazza in Turchia, insieme a Giovanni Ricciardi, nella bella sala della Biblioteca Europea in Via Savoia 13, alle 17.30.
“Tu devi avere un coraggio nuovo, mia ragazza di Turchia. Ti vogliono rimandare indietro a tempi lontani, mentre a te piacciono capelli al vento e gonne leggere, ascoltare musiche forti, andare a zonzo con gli amici e sentirti uguale a loro. Vorresti lottare a viso scoperto. E invece dovrai scoprire di nuovo il coraggio sotterraneo dei deboli, l’audacia che si muove nell’ombra, e cercare nella tua storia antica le ragioni e la forza per sopravvivere.” 
Queste le parole di Antonia Arslan nella sua lettera immaginata a una ragazza turca.
Venite a scoprire il resto. Vi aspettiamo numerosi.


giovedì 19 ottobre 2017

Presentazione atti seminario

Si terrà a Bari il 25 ottobre p.v. la presentazione degli atti del Seminario che si è tenuto a Roma presso l’ICBSA il 9 gennaio 2016, ideato  da “tenera mente onlus” e “Assoarmeni”.  
Il Seminario e il testo, in cui sono delineate alcune caratteristiche dell’identità armena, proprio a partire dal suo alfabeto, sono un omaggio al popolo armeno nel centenario del suo genocidio.



martedì 25 luglio 2017

Domenica 23 luglio sul palco dell'Auditorium Parco della Musica di Roma c'era Charles Aznavour


Emozioni, nostalgia e futuro: Aznavour incanta l’Auditorium

Di Giovanni Berti -24 luglio 2017
VignaClaraBlog.it

C’è qualcosa di semplice, commovente e unico in un uomo che a 93 anni frequenta ancora i palchi di tutto il mondo.
Semplice, perché l’uomo in questione ha sempre interpretato il suo mestiere come un artigiano e non come una star; commovente, perché la sua voglia di regalare emozioni non è stata incrinata dall’età e da sette decadi di carriera; unico, perché il signore di cui parliamo tiene ancora la scena come nessun altro.
Si sono sprecati fiumi d’inchiostro per parlare di monsieur Charles Aznavour, le sue “statistiche” fanno impressione: oltre 1.200 canzoni e 294 album, milioni di spettatori in 94 paesi, 300 milioni di dischi venduti nel mondo e anche 80 film all’attivo.
Una sua statua e, da qualche settimana, un museo a lui dedicato sorgono ad Erevan, la capitale dell’Armenia, la patria dei suoi genitori, perché l’ultimo grande chansonnier – parigino doc e francese fino al midollo – non ha mai dimenticato di essere figlio di migranti. ...Leggi tutto

domenica 23 luglio 2017

Mostra dei pittori armeni in Sardegna

E' stata inaugurata 19 luglio scorso, nell’ambito della 31° edizione “Sciampitta” 2017, nell’ex Convento dei Cappuccini a Quartu Sant’Elena la Mostra Artisti Armeni a cura dell’Ingegnere Giacomo Carlo Tropeano, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Quartu S. Elena, in collaborazione con la Sovrintendenza Beni Artistici Storici, Archeologici di Cagliari, l’Ambasciata Armena e l’Associazione "Settenote e più”.

Per saperne di più:   CQ 24 Cagliari



domenica 23 aprile 2017

Comunicato di Assoarmeni per il 102° anniversario del genocidio del Popolo Armeno

Il 24 aprile di ogni anno, ormai da più di un secolo, gli Armeni di tutto il mondo commemorano il Genocidio di cui il loro popolo è stato vittima, in una tragica stagione di violenza iniziata nel 1915. Ricordare il dramma di questo popolo significa innanzitutto restituire alle vittime la loro dignità, riconoscere che il loro sacrificio non è perduto nell’oblio del tempo e nella banalità del quotidiano.
Commemorare il Genocidio significa anche trasmettere ai giovani e alle generazioni che verranno il monito terribile della Storia, la memoria di un abisso in cui l’umanità tutta è precipitata e in cui non dovrebbe più cadere.
Purtroppo le violenze alle quali assistiamo ormai da diversi anni, e che toccano la stessa area geopolitica di oltre cent’anni fa, ci ricordano che la pace è un bene prezioso ma fragile e solo ricordando e condannando il passato, possiamo sperare di prevenire nuovi genocidi.
Alla messa celebrata il 12 aprile del 2015 in memoria del centenario del genocidio armeno Papa Francesco ha definito i nostri tempi i tempi di guerra:
“[] Sentiamo il grido dei nostri fratelli e sorelle che a causa della loro fede in Cristo o della loro appartenenza etnica, vengono pubblicamente e atrocemente uccisi o costretti ad abbandonare la loro terra. Anche oggi viviamo una sorta di genocidio causato dall’indifferenza, dal silenzio complice di Caino.
La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso 3 grandi tragedie inaudite. La prima che è considerata il primo genocidio del 20° secolo, ha colpito il vostro popolo armeno, prima nazione cristiana, insieme ai siri cattolici, ortodossi, agli assiri, ai caldei, ai greci. [] Ricordarli è necessario, anzi doveroso, perché dove non sussiste la memoria, il male tiene ancora aperta la ferita”.
Aggiungiamo che ricordare e condividere il peso di quella memoria significa, infine, porre le basi per la pace e la fratellanza di domani, che non può nascere nella diffidenza e nel pregiudizio negazionista. Gli Armeni, discendenti dei sopravvissuti, non possono e non devono portare da soli l’insopportabile peso della memoria.
Noi, in quanto rappresentanti del popolo armeno, chiediamo a tutti gli uomini di buona volontà di unirsi a noi fraternamente, in questo giorno di commemorazione per confermare il valore della memoria e della dignità umana.
Roma, 23 aprile 2017