lunedì 21 settembre 2020

Auguri per la Festa Nazionale Armena

Cari connazionali,

facciamo gli auguri di cuore in occasione della Festa Nazionale della Repubblica d’Armenia. Ci auguriamo che la nostra patria, con le radici affondate nel suo passato millenario, affronti con dignità le sfide del presente e costruisca con determinazione il proprio futuro nel benessere.

Հարգելի հայրենակիցներ,

ի սրտե շնորհավորում ենք Հայաստանի Հանրապետության Ազգային տոնի առիթով։ Մաղթում ենք, որ մեր հայրենիքը՝ արմատներով իր հազարամյա պատմության մեջ, արժանապատվորեն դիմակայի ներկայի մարտահրավերներին եւ նպատակաուղղված կերտի իր բարեկեցության ապագան։




venerdì 17 luglio 2020

Condanna all'aggressione dell'Azerbaigian contro la Repubblica d'Armenia

Assoarmeni si unisce all''Unione degli Armeni d'Italia nella condanna del grave atto di aggressione dell’Azerbaigian contro la Repubblica d'Armenia. 

Si prega di dare massima diffusione al Comunicato, ai fini di sensibilizzare l'opinione pubblica nazionale e soprattutto i suoi mass media, con l'esortazione di adoperare maggiore professionalità e onestà intellettuale nell'approfondimento dei fatti accaduti.

Siamo con il popolo armeno e le sue forze armate che danno grande prova di coraggio, abnegazione e abilità nel difendere i propri confini e la popolazione pacifica armena.

Leggi:

Comunicato UAI di condanna dell’aggressione dell’Azerbaigian contro la Repubblica d'Armenia
 

giovedì 28 maggio 2020

L'Anniversario della Prima Repubblica Armena

Il 28 maggio del 1918 l'Armenia orientale proclamava la sua indipendenza con la fondazione della Prima Repubblica Democratica Armena.
Accadeva dopo  quasi 6 secoli dalla caduta dell’ultimo stato armeno - Regno della Cilicia - nel 1375.
La neonata repubblica ha perso la sua sovranità circa due anni dopo, a seguito della sconfitta nella guerra turco-armena, ratificata con il Trattato di Alessandropoli del 2 dicembre 1920. Lo stesso giorno in cui è sopraggiunta l'occupazione bolscevica. 




giovedì 23 aprile 2020

Omaggio alle vittime del Genocidio Armeno

Cari amici,
nella ricorrenza del  105° anniversario del Genocidio Armeno, vogliamo rendere omaggio alle nostre vittime  per voce di due poeti.
Distanti per epoca, provenienza e stile, hanno in comune la forza espressiva, unita al dolore per la sofferenza umana, di cui uno forse è stato testimone indiretto, mentre l'altra l'ha assimilata sin dalla tenera età, essendo figlia dei sopravvissuti a quel Grande Male.











Giosuè Carducci  1835-1907
La mietitura del Turco - Atene, 14 giugno 1898
Il Turco miete. Eran le teste armene
Che ier cadean sotto il ricurvo acciar:
Ei le offeriva boccheggianti e oscene
A i pianti de l'Europa a imbalsamar.
Il Turco miete. In sangue la Tessaglia
Ch'ei non arava or or gli biondeggiò:
—Aia—diss'ei—m'è il campo di battaglia,
E frustando i giaurri io trebbierò.—
Il Turco miete. E al morbido tiranno
Manda il fior de l'elleniche beltà.
I monarchi di Cristo assisteranno
Bianchi eunuchi a l'arèm del Padiscià.

Silva Kaputikyan  1919-2006
Nel vecchio Pantheon di Yerevan - Yerevan, 1957
Il nostro pantheon è piccolo e triste,
soltanto pochi sepolcri riuniti:
oh, stirpe ricca di defunti egregi,
dove mai son tumulati i tuoi figli?
Giammai, né patria né luogo natìo,
pei tuoi figli, martiri valorosi
in vita, non vi fu un tetto paterno,
né alla morte una terra dei padri;
ed ora nei cimiteri stranieri
orfani si spengono sotto il muschio,
uno qui, sulle rive della Senna,
uno là, sotto il cielo americano;
e quanti grandi, oh, fine inaudita,
cedettero alla spada nel deserto,
sabbia e malerba invece della tomba
e cordoglio infinito dei viventi...
Il nostro pantheon, affollato e spoglio
è disperso silente in tutto il mondo;
lacrime, lacrime e benedizioni
alle nostre tombe, lungi, remote...
                 Trad. di Alfonso Pompella (aprile 2020)

Երեւանի հին Պանթեոնում - Երեւան, 1957 թ․
Մեր պանթեոնը փոքր է ու տխուր,
Իրար հավաքած մի քանի շիրիմ.
Օ, մեծ մահերով հարուստ ժողովուրդ,
Ո՞Ւր են քո որդոց շիրիմները հին:
Դարեր՝ անոստան ու անհայրենիք,
Քո որդիներին մեծագործ ու զոհ
Ապրելիս՝ չեղա՜վ հայրենի տանիք,
Մեռնելիս՝ չեղա՜վ հայրենական հող.
ՈՒ հիմա օտար շիրմատներում
Որբ ու մամռոտած հանգչում են նրանք,
Մեկը՝ Սենայի ափերին հեռու,
Մեկն՝ ամերիկյան խուլ երկնքի տակ.
Եվ քանի՜ մեծեր, օ, անլուր օրհաս,
Սրահար ընկան անապատի մեջ,
Շիրմի փոխարեն՝ տատասկ ու ավազ
Եվ ապրողներիս մորմո՜քը անվերջ...
Մեր պանթեո՜նը. նա խուռն ու անշուք
Աշխարհովը մեկ փռված է լռին.
Օրհնա՜նք ու արցունք, օրհնա՜նք ու արցունք
Հեռո՜ւ, հեռավոր մեր շիրիմներին...


sabato 11 aprile 2020

Carissimi amici, 
in questo momento così particolare, vogliamo mandare 
a tutti voi il nostro pensiero positivo, 
con la speranza di tornare, anche se gradualmente alla normalità, 
rafforzati e migliorati da questa insolita esperienza.
I nostri sentiti e sinceri auguri di Buona Pasqua.


mercoledì 22 gennaio 2020

Presentazione Libro Lettere da Yerevan

Lunedì 3 febbraio ore 18.30
Libreria Koob - Piazza Gentile da Fabriano 16 - Roma

Cari amici, siamo lieti di invitarvi 
alla presentazione del libro di Giorgio Macor 
Lettere da Yerevan, Neos Edizioni

Dopo la Seconda guerra mondiale, in un fervore di speranze, la giovane Maral, il suo instancabile fratello Kirkan e la loro famiglia si trasferiscono da Beirut a Yerevan. Mentre la famiglia di Kevork decide di restare in Libano, convinto di raggiungere la sua amata appena possibile.
L'autore del romanzo attraverso una scrittura raffinata e coinvolgente narra la storia del rimpatrio degli armeni della diaspora, costellata di percorsi individuali tortuosi, segnati nella maggior parte dei casi, da un destino comune. 


sabato 18 gennaio 2020

L'ultima intervista a Hrant Dink

Il 19 gennaio di 13 anni a Istanbul veniva barbaramente assassinato davanti alla sede del giornale Agos che dirigeva,  il giornalista armeno Hrant Dink. Vogliamo ricordarlo con questo articolo di "Tempi".


Rodolfo Casadei 13 aprile 2015   ESTERI
L’ultima intervista a Hrant Dink, il giornalista assassinato in Turchia. «Mi batto per il riconoscimento del genocidio»    
A un mese dalla sua uccisione nel gennaio 2007, il celebre giornalista concesse questa intervista a Tempi. «Sono il tipo di armeno che la Turchia non ama» 









Hrant Dink, giornalista armeno direttore del settimanale Agos di Istanbul, è uno dei più lucidi analisti della realtà politica turca e un bersaglio ricorrente di un sistema giudiziario ostile alla libertà di espressione. In questi giorni si trova sotto processo per la quarta volta negli ultimi cinque anni solo per aver contestato una precedente sentenza di condanna a sei mesi con la condizionale.  (...leggi l'intervista)
https://www.tempi.it/ultima-intervista-a-hrant-dink-il-giornalista-assassinato-in-turchia-mi-batto-per-il-riconoscimento-del-genocidio/